27.2.14

ISOLARIO, Barbara De Ponti. IN QUESTO UNIVERSO CI RITROVEREMO, Daniela Spagna Musso

9 - 31 Marzo  2014 
tutti i giorni su appuntamento al 335 8051151


Questa mostra incrocia due mostre autonome che a titolo diverso sono accomunate da continui sconfinamenti nella dimesione antropologica e in quella urbana. Due storie, due viaggi attraverso l’identità dei luoghi, due esercizi esperienziali che intersecano alle ragioni della ricerca quelle del “sentire”, a quelle del “pubblico” quelle del “privato”, a quelle dello svelare quelle del celare.

Isolario, appunti geografici sull'opera di Barbara De Ponti è il frutto di un lavoro di ricerca a lungo termine condotto da Barbara De Ponti e curato da Alessandro Castiglioni con il contributo di Matilde Marzotto Caotorta, Elio Franzini ed Ermanno Cristini.

Attraverso un ampio apparato critico, di documentazione fotografica e materiale inedito, l'artista e i curatori propongono un'ipotesi di metodologia di lavoro all'interno delle arti visive contemporanee che si intreccia con la geografia, l'antropologia culturale e l'architettura del paesaggio.

Il libro, come riflessione dedicata allo spazio, nella sua accezione più geografica, legata alla definizione di luogo, di misura unita all'esperienza, è la necessaria premessa e didascalia dei lavori che costituiscono la mostra. Si riassumono in una proiezione geometrica, una istallazione audio e una lastra calcografica i tre progetti nati dalle ultime ricerche d’archivio, proposti per l'occasione come tre matrici, tre entità, tre isole. 
In questo universo ci ritroveremo  muove dall'assenza di una persona familiare. L’azione/installazione di Daniela Spagna Musso ci racconta un luogo di incontro ideale attraverso il sentire  comunque la presenza di chi non c’è, la sua vicinanza anche attraverso un semplice elemento collegato alla persona: una stellina trovata, incontrata, raccolta in un percorso, costantemente, nel tempo.

Barbara De Ponti

Barbara De Ponti dedica la propria ricerca artistica all'identità dei luoghi, attraverso progetti di ricerca, installazioni e lavori a carattere relazionale. Tra questi si ricordano: Route to Identity, Casa dell'architettura, ex acquario romano, Roma, 2012; Mantero. Op. Cit, 2011, Politecnico di Milano, 2011; La Luce Naturale delle Stelle, Planetario Civico di Milano, 2010; Speaking Things, Delft (NL), 2009  http://www.barbaradeponti.it/

Daniela Spagna Musso

"Nel suo far ricorso alla memoria non invita ad un'azione segnata dalla nostalgia per ciò che non c'è più, e non soltanto ad una riattualizzazione, ma è propositiva di azione dinamica e di cambiamento. Guarda al passato per un'analisi e un'azione sul presente,..." Mili Romano ( da 'A partire da un vuoto su una mappa', Alberghi Diurni Cobianchi - tra storia e public art  Scuola Officina, numero 2,2011 - Museo del Patrimonio Industriale di Bologna). Alcuni lavori: Asterisma, Fessure, Museo Cerro di Laveno; 2013, Open the door - Alberghi Diurni Cobianchi; Urban Center Salaborsa Bologna, 2012; Onde parallele, Casabianca 2012; Qui sei ora, Premio Basi, 2011; Work.lab Thomas Kilpper, Museo Marino Marini 2011;  639023008#stelle, Cuore di pietra, 2010


 
Daniela Spagna Musso, In questo universo ci ritroveremo, Foto Renato Buontempo

Barbara De Ponti, Mantero_Op.Cit, Foto Alessandro Russotti

 Barbara De Ponti, Generativo_Planetario, Foto Alessandro Russotti

  Barbara De Ponti, Generativo_Planetario, Foto Renato Buontempo

Barbara De Ponti, Matrice_Carganico, Foto Alessandro Russotti

  Alessandro Castiglioni presenta il libro Isolario, Foto Renato Buontempo

7.1.14

IDENTIKIT I. Annalisa Sonzogni


18 Gennaio – 17 Febbraio 2014 
tutti i giorni su appuntamento al 335 8051151


Per l’occasione interverranno Federica Boràgina e Giulia Brivio presentando il libro Interno domestico. Mostre in appartamento 1972-2013. Pubblicato da Fortino Editions


Identikit I é il primo di una serie di installazioni site-specific realizzate da Annalisa Sonzogni all’interno del progetto di dottorato che sta svolgendo presso la Kingston University di Londra.

Giocando sul duplice concetto di ‘identity’ (identità) e ‘kit’(strumento), il termine ‘Identikit’ si riferisce al processo di ricostruzione dei tratti somatici di un individuo sconosciuto, a partire da indicazioni di testimoni oculari. Un processo di riconoscimento indiretto che l’artista applica, questa volta, ad un ambiente inanimato, seppur ricco di tratti personali e testimonianze.

Il progetto riguarda l’ex scuola Lilian Baylis, costruita nel 1964, nel quartiere di Lambeth, sud di Londra. Un istituto dismesso dal 2005 e in procinto di essere riconvertito in appartamenti privati.

La Sonzogni ha fotografato l’edificio già in stato di abbandono, ma prima della sua conversione, quando ancora erano chiaramente visibili le tracce di quella che è stata una scuola per 40 anni. Nel progetto site-specific, l’interno di un'aula scolastica viene ri-costruito nello spazio espositivo attraverso l’uso e la combinazione di una fotografia di un interno della scuola e alcuni dispositivi di arredo collocati nello spazio reale della galleria.

Durante l’inaugurazione Annalisa Sonzogni scatterà delle fotografie, che chiama new composite, ai visitatori che, in questo modo, entreranno a far parte dell'opera componendo una nuova fotografia. L'artista si sofferma così ancora una volta sulle pratiche della rappresentazione, proponendo una personale riflessione circa l'immobilità delle cose e il rapporto interno-esterno.

L'intento è quello di costruire, mediante specifici layers compositivi, un identikit della scuola in grado di comunicare emozioni nascoste e svelare significati inediti.




Annalisa Sonzogni

Lavora principalmente con la fotografia, il film e l’installazione. Nel 2008 conclude un Master in fotografia presso il Royal College of Art di Londra, attualmente conduce un dottorato di ricerca nella facoltà di Arte, Design e Architettura presso la Kingston University.  Il suo lavoro è stato pubblicato ed esposto in Italia e all’estero, tra le recenti mostre ricordiamo: HABIT(AT), The Trampery London Fields, Londra, 2013; RECONFIGURATIONS, Kingston University, 2012; CREATE, OBSERVE, PERFORM, Alkovi Galleria, Helsinki, 2012; ROAMING-TRANSITION, a private matter, Praga 2010;  PASSEGGERI, Ex Casa del Fascio, Como, 2010.   

www.annalisasonzogni.com


Lilian Baylis School, London, Foto Annalisa Sonzogni

Annalisa Sonzogni, Identikit I, Foto Annalisa Sonzogni

Annalisa Sonzogni, Identikit I, Foto Annalisa Sonzogni

  Annalisa Sonzogni, Identikit I, Foto Annalisa Sonzogni

 Annalisa Sonzogni, Identikit I, Foto Franca Formenti

Annalisa Sonzogni, Identikit I, Foto Annalisa Sonzogni

Giulia Brivio e Federica Boragina, presentazione di Interno domestico, Foto Franca Formenti


23.12.13

GOODBYE. Concetta Modica


7 Dicembre 2013 –  9 Gennaio 2014

tutti i giorni su appuntamento al 335 805 11 51


 Goodbye conclude una serie di opere legate ad una coperta di lana tessuta da mia nonna che disfo ed uso come materia artistica da 10 anni. Nel primo lavoro ex-coperta l’ho sfilata per farne un paesaggio sonoro e visivo da attraversare e toccare alla Gamec di Bergamo. Negli anni i fili di lana disfatti hanno viaggiato, li ho usati come colori per quadri, entrando in case, in un ospedale, in musei e gallerie, li ho trasformati ricamando sculture, utilizzandoli per installazioni permanenti. La coperta si è espansa e ha occupato spazio, è diventata un fiore fiorito in neve fatta di sale, un labirinto, un libro ed altro. Ora, con quel che è rimasto della coperta, ho deciso di concludere, di disperdere la lana nello spazio e cercare un nuovo senso all’opera.

Ho cercato quindi un modo per staccarmene, senza lasciare un vuoto e senza traumi: ho affidato la lana rimasta ad artisti che la useranno come materia prima per un loro lavoro, come fosse argilla o pittura. Così poi ho cercato un criterio di scelta per l’assegnazione della lana avanzata, trovandolo in uno geografico. Gli artisti coinvolti vengono da luoghi lontani da quello di nonna e dal mio, in modo da accentuare l’estensione della coperta, arrivando alla dispersione e alla perdita dell’opera. Goodbye sarà la fine della coperta, dissolvendosi in luoghi e paesaggi delle quattro parti del mondo, donandosi e trasformandosi nelle cose e nelle persone. Sarà il mio modo di salutarla.

Special guest: Marta Fernandez Calvo (Spagna), Veronica Gallinger (Argentina), Branko Jankovic (Serbia), Federica Maglioni (Croazia), Nesreen Ramadan (Libia), Sophie Usunier (Francia).


Concetta Modica




Concetta Modica

2013 TOGLI IL FERMO American Academy in Rome, Roma; MADEINFILANDA, Pieve a Presciano,(AR); 2012 COSE COSMICHE Galleria Artra, Milano; 2010 SPACEBALLS Mars, Milano; 2009 SPEAKER’S CORNER Placentia Arte, installazione pubblica permanente Giardini Margherita di Piacenza; NORTH PASSAGE, Installazione pubblica permanente Seurakuntatalon kerhohuoneeseen, Rauma Finland; 2011 IL QUINTO ATTO Galleria Biagiotti, Firenze; S.A.C.S. ai Frigoriferi Milanesi, Milano; SIGNIFICATI POSSIBILI Roaming Riso, Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia; TEMPORANEA Brink, Kenilwoorth Castel, Kenilworth, Regno Unito; 2008 VIDEO RACCONTO TERRITORIALE Cittadellarte, Fondazione Pistoletto, Biella; 2007 ONE MORE TIME Galleria Umberto di Marino, Napoli; 2004 EXCOPERTA GAMeC - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo; 2012 finalista di QUI L’ARTE è DI CASA concorso di arte pubblica indetto dalla Gamec e dal Comune di Bergamo. Nel 2013 è uscito il suo libro IN PASTO AL PRESENTE edito da A+Mbookstore di Milano.




Concetta Modica, Goodbye, Foto Luca Scarabelli

Concetta Modica, Goodbye, Foto Luca Scarabelli

 Concetta Modica, Goodbye, Foto Luca Scarabelli

 Concetta Modica, Goodbye, Foto Luca Scarabelli

18.10.13

CASABIANCA EN VALISE. A cura di Anteo Radovan


20 Ottobre – 24 Novembre 2013

tutti i giorni su appuntamento al 3358051151




Alessandra Andrini, Emanuela Ascari, Francesca Banchelli, Fabrizio Basso Simone Berti, Bianco-Valente, Annalisa Cattani, Chiara Camoni, Gaia Carboni, T-yong Chung, Silvia Cini, Rita Correddu, Ermanno Cristini, Dragoni Russo, Emilio Fantin, Marina Fulgeri, Eloise Ghioni, Patrizia Giambi, Aldo Grazzi, Curandi Katz, Lucia Leuci, Claudia Losi, Mala.Arti visive, Daniela Manzolli, Mauro Maffezzoni, Eva Marisaldi, Maurizio Mercuri, Sabrina Mezzaqui, Sabrina Muzi, Andrea Nacciarriti, Giancarlo Norese, Ornaghi & Prestinari, Paolo Parisi, Stefano W. Pasquini, Chiara Pergola, Roberta Piccioni e Marco Fantini, Fabrizio Prevedello, Gedske Ramlov. Fabrizio Rivola, Angrlo Sarleti, Dario Sbrana, Luca Scarabelli, Emanuele Serafini, Felice Serreli, Daniela Spagna Musso, Adriana Torregrossa, Riccardo Vanni, Luca Vitone, Regan Wheat, e il Prufesur



Si potrebbe innanzitutto dire, per chi è stato partecipe del mondo artistico italiano degli ultimi vent’anni, che Casabianca è un progetto di Anteo Radovan nato nel 2009 dalle ceneri del Graffio, glorioso spazio non-profit bolognese che in via S. Apollonia, dal 1994 al 2002, è stato sia una palestra dove giovani esordienti potessero iniziare a confrontarsi con l’occhio di critici e curatori, che un luogo di libertà dove artisti affermati potessero sviluppare la propria ricerca senza condizionamenti. D’altra parte, per spiegare lo spirito che anima questo nuovo progetto anche a chi non abbia vissuto quella prima esperienza, si deve aggiungere che Casabianca, a Bologna, significa una domenica d’arte passata in campagna dalla mattina alla sera. Ovvero una mostra ogni fine del mese in cui tre o quattro artisti sono ospitati con i loro lavori in un white-cube ricavato dentro una ex stalla. Insomma, uno spazio poco ordinario dove nel corso di questi primi tre anni sono passati cento e uno artisti; uno spazio così poco ordinario che durante l’inaugurazione a un certo punto vengono fatti entrare tavoli e sedie fra le opere perché si possa pranzare tutti assieme; uno spazio che ribadisce la propria extra-ordinarietà dotandosi anche di una cuccia – bianca, naturalmente –, quella di Cattedra. Cattedra è il fido compagno del Prufesur, ma è una storia un po’ lunga da raccontare in questo comunicato. Basti dire che anche questa è una vicenda iniziata al Graffio, e che questa piccola casetta di legno per tutta una stagione ha rappresentato lo spazio “off” di Casabianca con una sua programmazione autonoma. Delegando questa identità satellite a rappresentare per metonimia il progetto di Anteo in occasione dell’invito a Riss(e), la cuccia di Cattedra ospiterà simbolicamente quei cento e uno artisti attraverso loro segni, oggetti d’affezione, opere in miniatura, pezzi di lavori ospitati a Casabianca, comunque “cose” delle dimensioni tali da poter essere contenute in questa galleria condensata per una grande collettiva portatile.



Massimo Marchetti, 2013

Anteo Radovan, Casabianca en valise, Il Prufesur, Foto Ermanno Cristini

 Anteo Radovan, Casabianca en valise, Claudia Losi,  Foto Ermanno Cristini

Anteo Radovan, Casabianca en valise, Massimo Marchetti e Chiara Pergola, Foto Stefano Pasquini

Anteo Radovan, Casabianca en valise, Foto Ermanno Cristini

Anteo Radovan, Casabianca en valise, Stefano Pasquini, Massimo Marchetti, Chiara Pergola, Foto Aline Vincenzi

Anteo Radovan, Casabianca en valise, Bianco e Valente, Foto Ermanno Cristini

Anteo Radovan, Casabianca en valise, Dragoni Russo, Foto Ermanno Cristini

 Anteo Radovan, Casabianca en valise, Foto Aline Vincenzi

Anteo Radovan, Casabianca en valise, Eva Marisaldi, Foto Ermanno Cristini

Anteo Radovan, Casabianca en valise, Daniela Spagna Musso, Foto Ermanno Cristini




19.9.13

SOFT IN SOFT OUT [ENCODING AND DECODING]. Un progetto di Pier Giorgio De Pinto


21 Settembre – 18 Ottobre 2013



L’opera dell’artista italiano Pier Giorgio De Pinto (1968) si nutre del rapporto tra rappresentazione e concetto all’interno di una società dell’immagine in repentino mutamento e alla ricerca di una nuova identità. I cambiamenti recenti si fanno, a partire dagli anni Sessanta, parallelamente alla recrudescenza delle nuove tecnologie, che in parte sostituiscono l’uomo concettualizzando il suo fare. Ecco che una nuova estetica dell’arte – e del fare, appunto – si affaccia e si materializza. La macchina prima e le tecnologie telematiche in seguito hanno davvero influenzato il linguaggio artistico in senso estetico; artefici eccellenti del processo di virtualizzazione e di creazione di innumerevoli metastasi di mondi virtuali e parallelismi inventati.

In questo senso l’arte e i suoi stilemi continueranno a esistere per l’uomo, anche se qualcuno li darebbe per spacciati, pur attraversando i suoi confini e invadendo la sfera del ‘social’ tout court. L’attuale networking è in qualche modo figlio legittimo di un’estetica della tecnologia, mettendo in perenne bilico realtà e verità. Ecco che gli aspetti ‘creativi’ – per usare un’accezione che determina l’usura dell’arte come fattore di autenticità – sono viepiù affidati a mediatori tecnologici.



SOFT IN SOFT OUT [ENCODING AND DECODING], codifica e decodifica, identità e alterità sono i temi che De Pinto sviluppa per un lavoro site specific appositamente concepito per lo spazio di Ermanno Cristini a Varese, ove il senso trans-disciplinare della sua opera pone l’accento sulla codifica e decodifica come luogo di incontro/scontro tra identità e alterità.

Il risultato di questa ricerca si riassume attraverso mezzi quali disegno e video a carattere installativo.



Nei suoi significati profondi, segni e soggettività non si consumano entro uno scambio simmetrico ed eguale tra chi parla e chi ascolta, tra chi enuncia e chi interpreta, tra il segno interpretato e il segno interpretante. Essi, all’interno di un rapporto intersoggettivo autore-fruitore, non si limitano al semplice scambio, bensì assumono forma e sostanza nello spostamento reversibile verso l’altro.


Mario Casanova, 2013





Pier Giorgio De Pinto

Pier Giorgio De Pinto (Italia-Svizzera, 1968) è un artista transdisciplinare, come ama definirsi poiché nel suo lavoro attraversa differenti media: il video, il disegno, l’arte digitale ed interattiva, la performance, l’installazione. Solitamente i suoi progetti coinvolgono altri autori, come musicisti, coreografi, performer e artisti provenienti da diversi background culturali, di stile e identità di genere. Grazie a queste collaborazioni De Pinto ha la possibilità di realizzare nuovi progetti sperimentali e radicali, in grado di stimolare la discussione su stereotipi e pregiudizi, ponendo domande scomode negli ambiti di cultura, politica e religione. 


Pier Giorgio De Pinto, Soft in - Soft out, 2013, installazione video interattiva, Foto Pier Giorgio De Pinto

Pier Giorgio De Pinto, Soft in - Soft out, 2013, installazione video interattiva (dettaglio), Foto Pier Giorgio De Pinto

Pier Giorgio De Pinto, Soft in - Soft out, 2013, Foto Pier Giorgio De Pinto

Pier Giorgio De Pinto, Soft in - Soft out , 2013, inchiostro su carta (dettaglio), Foto Pier Giorgio De Pinto

Pier Giorgio De Pinto, Soft in - Soft out , 2013, inchiostro su carta, Foto Pier Giorgio De Pinto

Pier Giorgio De Pinto, Soft in - Soft out , 2013, inchiostro su carta (dettaglio), Foto Pier Giorgio De Pinto

Pier Giorgio De Pinto, Soft in - Soft out , 2013, inchiostro su carta, Foto Pier Giorgio De Pinto

Pier Giorgio De Pinto, Soft in - Soft out , 2013, video, Foto Pier Giorgio De Pinto

19.6.13

CURARE IL CURATORE. Virginia Zanetti

22 Giugno –  8 Settembre 2013






Curare il curatore è una mostra che rappresenta un’occasione di riflessione sulla curatela attraverso l’opera, invertendo i termini usuali del processo critico.

In un momento in cui si assiste ad un protagonismo sempre più marcato degli “attori” della curatela, un’artista prova a rovesciare il rapporto, prendendosi cura dei curatori attraverso la sua personale visione e con un medium tradizionale che vuole essere la sintesi di un grande archivio fotografico realizzato soprattutto attraverso il web.

Si tratta di un gioco delle parti che attraversa i territori di una relazione complicata, resa sempre più complicata dall’equivoco che attribuisce ad una pratica le valenze di una professione. E che si tratti di una nota dolente è testimoniato dalla “polvere di stelle” che avvolge in misura crescente la figura del curatore e, d’altro canto, dall’esigenza non più rara che gli artisti esprimono nell’esercitarsi direttamente nella pratica curatoriale.

In realtà forse la questione si gioca non nell’antinomia artista-curatore ma proprio nell’assenza di questa antinomia, vista come un rapporto di odio-amore che se non si esercita nel pieno della sua capacità oppositiva perde la forza che deriva dalla pariteticità naturalmente presupposta e con essa perde la sua fecondità.



Curare il curatore è un contributo di dibattito nella forma di un progetto in progress iniziato da Virginia Zanetti nel  dicembre 2011, con i ritratti per il libro A Brief History of Curating di Hans Ulrich Obrist e con la mostra a Berna integrata da una tavola rotonda con Chistian Herren, Hans Ulrich Obrist e Fabrice Stroun alla Kunsthalle di Berna, proseguita nel 2012 con un intervento al Forte Militare di Chillon, a Montreaux, e con la partecipazione ad Arspolis a Lugano. Nella mostra  concepita per riss(e) viene realizzato un nuovo step con un allestimento che raccoglie nuovi ritratti  e nuovi materiali, nonché la presentazione di un “testo polifonico” che allo stato attuale ha raccolto le opinioni di (in ordine di apparizione):  Antonello Tolve, Emilio Fantin, Matteo Innocenti, Ermanno Cristini, Pietro Gaglianò (+ Elena El Asmar), Giancarlo Norese, Pier Giorgio De Pinto, Stefano Taccone, Ambra Pittoni, Emanuele Serafini, Luca Scarabelli, Valerio Deho, Pierfabrizio Paradiso, Angel Moya Garcia, Al Fadhil,  Daniela Spagna Musso, Cecilia Guida, Yari Miele & Corrado Levi, Massimo Marchetti, Francesco Lauretta, Studio ++, Elena Bellantoni, Jean Marie Reynier, Katia Baraldi, Vénera Kastrati, Alessandro Castiglioni,  Riccardo Lisi, Enrico Bocciolini, Alessandro Di Pietro, Lisa Mara Batacchi, Gian Maria Tosatti, Sergio Racanati, Anna Stuart, Valentina Briguglio, i quali in parte saranno presenti sabato 22 giugno per proseguire la discussione nella dimensione “semidomestica” di riss(e).



Virginia Zanetti

2013 /UPCOMING/ MADEINFILANDA, Pieve a Presciano, (AR;) FREE.Q_ Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce, Genova; A CIELO APERTO, Latronico (PZ); 2013/WALKING ON WATER. MIRACLE AND UTOPIA, Biennale del Mediterraneo, Ancona; LOVIN' IT SYMBOL AND CONTRADICTION, BAC Bromer Art Collection Museum, Zurich, LA SEMANTICA DELLE PERE, Sensus, Firenze, A FIRST STEP TOWARDS COINCIDENCES AND MEETINGS - PART I, project space SomethingLikeThis, PART II, Indipendents Art, Verona, PART V, Bad contemporary space, Pietrasanta; 2012/ COINCIDENZE, Frigoriferi Milanesi, Milano; SAREMO COME DEI PRINCIPI SOTTOTERRA, Arspolis, Lugano; C’EST LA NUIT QU’IL EST BEAU DE CROIRE À LA LUMIÈRE, Chateau de Chillon, Montreaux; VIS A VIS, Artist Residence Montemitro, (CB); DUE MA NON DUE, Tum-project, Spazio d’Arte Alberto Moretti, Prato; THE WALL, Centro Polivalente Villa Pacchiani, S.Croce sull’Arno, Pisa; CURARE IL CURATORE, Galerie Eletto, Berna; 2011/ SOUK, Ex3, Firenze, ORIGINE DIPENDENTE, Museo Man, Nuoro.



http://www.virginia-zanetti.com


 Virginia Zanetti, Curare il curatore, Seth Siegelaub, Harald Szeemann, Lucy Lippard , 2011/13, acquarello su carta, cm. 17,5x25,5. Foto Matteo Innocenti


 Virginia Zanetti, Curare il curatore, 2011/13.  Foto Matteo Innocenti

  Virginia Zanetti, Curare il curatore, 2011/13.  Foto Matteo Innocenti

  Virginia Zanetti, Curare il curatore, 2011/13.  Foto Matteo Innocenti

  Virginia Zanetti, Curare il curatore, 2011/13.  Foto Roberto Rossi


 Virginia Zanetti, Curare il curatore, 2011/13.  Foto Matteo Innocenti

  Virginia Zanetti, Curare il curatore, 2011/13.  Foto Roberto Rossi

17.5.13

CHE?

a cura di Corrado Levi e Yari Miele

25 maggio - 16 giugno 2013



“Che?”
È una doppia interrogazione riferita all'arte.
È il titolo di una mostra che raccoglie un'opera scelta da ciascuno dei seguenti artisti:
Antonio Barletta, Lorenza Boisi, Mauro Cossu & Francesca Conchieri, Sabina Grasso, Lucia Leuci, Corrado Levi, Yari Miele, Angelo Mosca, Alberto Mugnaini, Marta Pierobon, Rosamaria Rinaldi, Laura Santamaria.
Naturalmente la risposta è aperta.



Corrado levi, Yari Miele, Che?

 Corrado levi, Yari Miele, Che?: Corrado Levi


Corrado levi, Yari Miele, Che? : Angelo Mosca


Corrado levi, Yari Miele, Che? 

Corrado levi, Yari Miele, Che? : Mauro Cossu & Francesca Conchieri

 Corrado levi, Yari Miele, Che? : Yari Miele